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SANTUARIO MARIA SS. DELLA CAVA -  Marsala    

Ci troviamo all’ingresso del Santuario della Madonna della Cava, ricostruito dopo il bombardamento dell’11 maggio 1943.

Come inizia la storia della Madonna della Cava e del suo Santuario?Il 19 gennaio 1518, nella via XIX Luglio di Marsala venne rinvenuta una statua della Madonna. Si pensa che la statua fosse stata nascosta per proteggerla dalla feroce persecuzione iconoclasta.
 
Come fu trovata la statua?

Si dice che, nel 1514, la Madonna apparve in sogno a Padre Leonardo Savina, frate agostiniano, chiedendogli di scavare in una cava abbandonata: il luogo dove sorge l’attuale Santuario.Si scavò per quattro lunghi anni, quando finalmente, per la caduta del masso che copriva un pozzo, si riuscì ad intravedere la piccola statua.
Si racconta che la Madonna operò numerosi eventi prodigiosi.
L’11 gennaio 1693 e il primo settembre 1726, salvò dal terremoto la città di Marsala, che “elesse la Madonna della Cava, Patrona principale e speciale protettrice della Città” con Atto Notarile del Notaio Ludovico Antonio Donato del 6 maggio 1788.
Lo stesso Atto inoltre stabilì che la Festa si celebrasse ogni anno il 19 gennaio, giorno del ritrovamento della Statua.

Quando fu costruita la chiesa?

Si tramanda che la Madonna, apparsa in sogno a Padre Leonardo Savina, chiese che si edificasse  un tempio in suo onore sul luogo del rinvenimento della statua. Agli inizi del 1600 si cominciarono i lavori.

Adesso passiamo alla descrizione del luogo: cosa troviamo davanti l'ingresso della grotta?

- a destra, la campana risalente al 1628

- a sinistra, i resti del monastero degli agostiniani,  affidatari della Chiesa della Madonna della Cava.
Gli ambienti sotterranei dell'antico monastero, presentano delle decorazioni scolpite nella roccia, si tratta di conchiglie ieratiche, probabilmente risalenti alla prima metà del XVI secolo, presenti spesso nelle chiese come simbolo dell’acqua e della resurrezione.

Finalmente entriamo nella grotta

La grotta, di antica forma a croce greca, misura m 17,30 di lunghezza per m 6,25 di larghezza.

Si accede ad essa scendendo una scala di 24 gradini.
Al centro della grotta vi è il collo del pozzo, profondo circa 10 metri, in cui è stata rinvenuta la statua.

In fondo alla grotta, nell’abside, vi è l’altare maggiore, che risale agli inizi del XVI secolo, realizzato in marmo di vario colore.

Sull'altare maggiore è posta una statua della Madonna della Cava, di dimensioni naturali.

La volta della grotta è un masso granitico monoblocco.

Ai lati del vano d'ingresso sono presenti due acquasantiere in tufo del XVI-XVII secolo.

La chiesa ha due cappelle per lato.

- nella prima cappella a destra, vi è un affresco, datato 1571, che raffigura San Nicola, con la tiara sulla testa, con addosso una planeta dorata, con la mano destra alzata in segno di benedizione e nella mano sinistra tiene il bastone vescovile.
Adiacente la cappella, vii è un ingresso che conduce nell’antico monastero degli Agostiniani Riformati, i cui ambienti sono attualmente puntellati.

- nella prima cappella a sinistra, nell’affresco centrale del XVI secolo,  pare sia raffigurato Sant’Agostino che con la mano destra porge la regola ai monaci e alle monache, e con la mano sinistra tiene una chiesa;
in alto è raffigurata la scena dell’Annunciazione: Maria seduta davanti un leggio, a sinistra l’Arcangelo Gabriele e,  in secondo piano,  Sant’Anna.
Subito dopo è raffigurata la Veronica.
A sinistra dell’altare notiamo Santa Barbara, mentre a destra, Santa Lucia, l’Arcangelo Raffaele e il profeta Tobia.

Nella stessa cappella, sotto un quadro che rappresenta probabilmente la Madonna della Catena, si trova il sarcofago di Gerolamo Margio, committente della cappella, morto nel 1587. Il sarcofago è in marmo, lavorato a bassorilievo. Sulla parte superiore è scolpito un elegante fogliame. Sulla parte frontale, si distinguono due figure alate con al centro lo stemma di famiglia composto da sei stelle ad otto punte divise da una banda. Lo stemma è sormontato da un elmo. Sulla parte inferiore, vi sono scolpiti dei serpenti.

Sul lato sinistro della cappella troviamo un affresco del XVI secolo che raffigura San Pietro con le chiavi in mano e San Gregorio vescovo di Lilibeo. Ai lati dei due santi inginocchiati, vi sono due monaci agostiniani.

Nel 2012 gli affreschi sono stati restaurati dalla scuola “Lorenzo dei Medici” di Firenze.

Continuando sullo stesso lato, troviamo un altare, che ospita una recente ed eccezionale scoperta: un affresco meraviglioso, datato 1536, raffigurante una Madonna abbracciata teneramente a Gesù Bambino, ed una chiesa. Il Bambino tiene in mano un globo sormontato da una croce. Sull’affresco è leggibile la firma di Francisco Ballaturi, forse il suo realizzatore o il suo committente. Sull’opera sono in corso degli studi.
Il rinvenimento di questa preziosa opera, a pochi giorni dal 500° anniversario del ritrovamento della statua della Madonna della Cava, rappresenta un evento importante e significativo per la città di Marsala.  

Subito dopo, sempre a sinistra, sotto un arco spezzato, ci troviamo sul pianerottolo di una scala composta da 13 gradini. Scesi i primi gradini, sulla parete sinistra, notiamo una epigrafe sul muro che riporta l’anno 1818, forse si tratta di una lapide commemorativa del terzo centenario del ritrovamento della statua.
Scesa la scala, attraversiamo un antro stretto della grotta e con grande emozione, raggiungiamo proprio il punto esatto in cui venne ritrovata la statua della Madonna.

Adesso conosciamo la statuetta della Madonna della Cava

Uscendo dalla Grotta, dopo una breve salita, entriamo nella piccola Chiesa sotterranea, che custodisce dal 2000 la statua della Madonna della Cava, esposta dentro un ostensorio d’argento tempestato di rubini, smeraldi e brillanti, all’interno di un tronetto di artigianato trapanese del 700.  La statua, è alta 18 cm e rappresenta la Madonna con Gesù Bambino in braccio. Non si hanno certezze sul tipo di materiale di cui è composta la statua,  si dice possa trattarsi di alabastro siciliano.
La statua subì dei danni a causa del bombardamento, per tale motivo ha la mano della Madonna e la testa del bambino rifatte da un artigiano marsalese, mentre la testa della Madonna è stata incollata al busto.

La statuetta prima si teneva su un drappo di seta. Oggi è riparata da una teca, che, con un marchingegno meccanico molto suggestivo, viene fatta salire o scendere in funzione delle celebrazioni.

La Madonna della Cava è un Tesoro ritrovato, il TESORO DI MARSALA, e come un TESORO  va protetta.