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GROTTA DI SANTA VENERA E CHIESA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE
 
Accanto all’attuale Chiesa della Madonna delle Grazie, in contrada Santa Venera, in un fossato, dentro una grotta, vi è l’antica chiesa di Santa Venera, che viene citata nelle fonti storiche a partire dal XII secolo, come proprietà dell’abbazia basiliana titolare della Chiesa di Santa Maria della Grotta.

Si dice che in questo luogo, già sede del tempio di Pallade, in epoca romana vi fosse l'aula degli studi lilibetani.


Sull'area del fossato, antistante l'ingresso della grotta, le pareti rocciose presentano:

-  delle incisioni a bassorilievo realizzate in anni recenti;
-  dei fori, a cui presumibilmente venivano fissati delle travi;
-  un incavo nella parete rocciosa, probabilmente  utilizzato come forno;
- un’ ingresso ad una piccola grotta, che si presume venisse usata per il raccoglimento spirituale. Su una parete vi è inciso un Crocifisso.

Come mai la parete della grotta presenta due diversi colori?
L’umidità e le continue infiltrazioni di acqua hanno generato dei processi di degrado fisico- chimico e biologico delle pareti rocciose, causando questa differente colorazione.
 
Perché l’attuale Chiesa è dedicata alla Madonna delle Grazie?
La tradizione vuole che nel 1656,  Giacomo Palermo, un giovane desideroso di accedere agli ordini sacri, ma che non poteva perché balbuziente, entrando nella grotta scoprì un‘immagine della Madonna, a cui rivolse una preghiera per essere guarito dalla balbuzie.
Fu subito esaudito e con grande entusiasmo raccontò in città l’evento. La fama di questa immagine miracolosa si diffuse così rapidamente al punto che molti fedeli accorsero a chiedere grazie.
Fu presa la decisione di costruire una chiesa vicino la grotta che a sua volta era stata trasformata in chiesa e dedicata a S.Venera, vergine e martire.
La nuova chiesa fu intitolata alla Madonna delle Grazie.
Giacomo Palermo subito dopo fu consacrato sacerdote e cappellano. Morì il 12 luglio 1705 e nella sacrestia della chiesa è conservato il suo ritratto dipinto a olio su tela. 
 
Adesso visitiamo la grotta
All'ingresso, la parete di destra riporta un incavo su cui era poggiata un’acquasantiera.
Scendendo una scala, rifatta recentemente, si entra nella chiesa, ad unica navata, di forma perlopiù rettangolare.
Nella parete di fronte l'ingresso vi sono due aperture che immettono nella sacrestia, e al centro vi è l'altare maggiore del XVI- XVII secolo, realizzato in tufo e rivestito in calce.
La struttura architettonica dell’altare, che doveva contenere un affresco, attualmente è vuota.

In un angolo, sostenuto da un ripiano, notiamo un capitello originale dell'altare maggiore.

Lungo la parete di destra si trova l'altare dedicato a Santa Venera, come si evince da una scritta leggibile ai lati della nicchia che ospita appunto una statua in arenaria del XVII secolo della santa.
L’altare presenta tracce di un paliotto decorato ad affresco con una croce centrale ed elementi floreali.

Lungo la parete di sinistra troviamo:
- l'altare dedicato al  Crocefisso, di cui sono visibili i fori di ancoraggio alla parete, tracce in grafite della Madonna, di San Giovanni e della Maddalena.
- Subito dopo vi è una nicchia, dove, si tramanda, fu trovata nel 1656 l'immagine della Madonna delle Grazie, che  successivamente fu posizionata sull’altare maggiore.
  
Sulle pareti della chiesa vi sono alcuni graffiti in fase di studio.
 
La sacrestia, posta dietro l’altare maggiore, è divisa, da un arco che al centro ha un elemento decorativo a mensola, in due piccoli ambienti:
- l’ambiente a sinistra, con tetto a botte, presenta una nicchia, probabilmente usata dai monaci per il raccoglimento spirituale e la preghiera.
- l’antro a destra, retrostante l’altare maggiore, presenta una finestra tamponata, una  epigrafe che riporta una data in corso di studio e un lavabo. La parte posteriore dell’altare maggiore, mostra tracce di pittura lungo le mura cui probabilmente era fissata l’immagine della Madonna delle Grazie

Dalla sacrestia, attraverso una apertura, si entra in un antro della grotta, forse usato dai monaci come mensa, infatti vi troviamo  un sedile e un tavolo in pietra.
Sul lato destro, la volta della grotta presenta un pozzo per l’aerazione.

Sul lato sinistro, dopo uno stretto passaggio, troviamo una porta, un ingresso che presumibilmente permetteva ai monaci di entrare senza attraversare la chiesa.

L'ambiente successivo, che ha subito il crollo della volta, lascia intravedere, in mezzo alle macerie, quelli che dovevano essere con tutta probabilità: 
un forno; 
dei focolai; 
un tabernacolo per la preghiera, chiuso da una piccola grata in ferro sormontata da una croce;  
uno spazio dedicato al ricovero degli animali.

Conosciamo la Chiesa della Madonna delle Grazie
La chiesa presenta una facciata barocca con un portale di pietra dura. L’interno è ad unica navata con cinque altari ricavati nello spessore dei muri, ed ha una copertura a botte lunettata.
L’abside è separata dalla navata da un arco trionfale che riporta la scritta “Speciosa in campis”, ed è circondata da una balaustra di marmi mischi del ‘700.
L’antico altare di finto marmo dipinto su vetro , inserito in una struttura di gusto barocco, riporta in alto, in un tondo, la scritta “ In me omnis gratia”.
Sull’altare maggiore, c’è l’immagine della Madonna delle Grazie, che secondo la tradizione sarebbe proprio quella scoperta nella grotta. L'affresco fu trasferito dalla grotta all’altare della chiesa nel 1710 e ridipinto  nel 1956.
Il riquadro posto alla sinistra dell’abside raffigura La disputa di Gesù con i dottori della legge, quello a destra raffigura La presentazione di Maria Bambina al Tempio.
Nell’affresco dell’abside è raffigurata la Trinità.

Lungo la parete di sinistra troviamo:
-nel primo altare una tela raffigurante Sant’Anna, San Gioacchino e Maria Bambina.
- a seguire, un affresco della Presentazione di Gesù al Tempio;
- nel secondo altare, una tela  raffigurante  la Crocifissione;
- subito dopo,  un affresco della Fuga in Egitto.

Lungo la parete di destra troviamo:
- sul primo altare, una tela raffigurante il vescovo Pascasino, Sant’ Adeodata, Sant’Oliva, San Tommaso Becket, San Girolamo e San Gregorio Magno che venerano la Madonna.
- nel riquadro a seguire è raffigurata la Natività;
- sul secondo altare vi è una tela  con San Giuseppe e San Francesco di Paola;
- infine il riquadro con l’affresco della Visita di Maria alla cugina Elisabetta.

Dal 1884, per 42 anni fu cappellano De Maria, del quale è conservato nella sacrestia della chiesa un mezzo busto in gesso, realizzato dal famoso scultore e illustratore palermitano Ettore Ximenes.